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Catfight Art / Re: AI Images - Women's Wrestling
« Last post by ccunain on Today at 01:43:58 PM »
Traditional wrestling called Kushti is going on between two healthy and fit women wrestlers from south Asia at sand pit called Akhara.
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Wow, both going topless?! This turns more primal with each move they do, even more crazy then expected.
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I voted for Ivanna (Holly) Garner.........she's udderly unstoppable!!
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Kick her ass, Erin!
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(Quick recap....I'm now on the beach, barefooted and bare breasted)

I look up towards you on the decking..."Well?" i hiss. You know exactly what i mean and i'm sure you don't really think i'm running away from you. I challenge you to remove your bra, i know you can't resist a challenge and so it proves as you drape your bra over the railings. I beckon you to come down and you don't hesitate, you slide over the railings and land lightly on your feet in the sand a few paces away from me.

As you were dropping down i scooped up a handful of sand, i move towards you, still hurting from your kick to my ribs and that crash with my back into the railings, but i'm still limber, still mobile. I toss the sand at your eyes, almost at the same time i rush in, throwing myself towards your abs. My left shoulder aimed flush at your belly button, my arms looking to wrap around your skinny thighs, my aim...to flatten you onto your back and come down on top of you.

"You think you can take my bungalow off me you skinny bitch, you'll have to kill me first" i roar into your face.
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You send a haymaker at my ribs after you block my attempted punch to your face, As you block my punch i twist a lil to my side thus avoiding the full effect of your haymaker. I wince, it hurt but didn't drop me.

I fling myself at you in fury, my body crashing into yours. Our naked tits slap together and i throw my arms over your shoulders, lifting myself, wrapping my legs around your waist and looking to take you down onto your back.

My kitty grinds against your tummy as i lean into you. I can feel the warmth coming off your body, your scent fills my nostrils, my hands glide through your silken blonde locks then twist a few strands between my fingers as i look to lift and slam your head down on the floor.
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Non English Stories / Una lottatrice Inaspettata - Capitolo 1 - Italiano
« Last post by Buzyg on Today at 10:47:22 AM »
Mi guardai intorno, cercando di abituare gli occhi alla penombra del locale. The Fighting Rooms Milano era un posto che non avrei mai immaginato di frequentare, eppure eccomi qui, seduto tra i miei colleghi, con il cuore che batteva all’impazzata. L’aria era elettrica, carica di un’energia che non sapevo bene come definire. Luci soffuse, musica lounge in sottofondo, e un profumo di champagne e sigari che si mescolava a note di profumi costosi. Tutto gridava esclusività, trasgressione.

“Allora, sei pronto per la scommessa?” mi chiese Marco, con un sorriso malizioso. Aveva insistito perché venissi, promettendomi una serata che non avrei mai dimenticato. E ora, mentre mi guardavo intorno, iniziavo a capire cosa intendesse.

“Pronto come lo sarò mai,” risposi, cercando di sembrare sicuro, anche se dentro di me una voce mi chiedeva se stessi facendo la cosa giusta. Avevo chiamato Maria prima di uscire, dicendole che sarei tornato tardi per una cena con gli amici. Lei aveva risposto che anche lei avrebbe fatto yoga e poi cenato con un’amica. Nessun problema, tutto sotto controllo. O almeno, così pensavo.

Il locale era un labirinto di lusso: arredi in velluto nero e oro, un bar con cocktail dai nomi impronunciabili, e sale private con specchi a tutta parete. Ma il vero spettacolo era sul ring, al centro della sala. Un ring illuminato da luci LED, circondato da divanetti e tavoli VIP. E lì, proprio davanti a me, stava per iniziare il primo incontro.

Le contendenti erano già sul ring: Elena e Lia. Elena, con i suoi capelli lunghi raccolti in una coda alta e un top aderente che metteva in risalto il seno leggermente cadente, sembrava pronta a tutto. Lia, invece, era diversa. Più giovane, con la pelle nera come la notte e i capelli intrecciati in treccine strette, aveva un’aria ribelle, quasi di sfida. Il suo sguardo era intenso, come se stesse già combattendo dentro di sé.

“Pronti per lo spettacolo?” sussurrò Luca, il più giovane del gruppo, con gli occhi fissi sul ring. La sua voce tradiva un’eccitazione che non cercava nemmeno di nascondere.

L'arbitro, un uomo muscoloso con un microfono in mano, annunciò l'inizio dell'incontro. "Signore e signori, benvenuti al primo match della serata! Elena contro Lia! Ricordate, le regole sono semplici: nessun colpo è proibito, e l'incontro continua fino a quando una delle due non si arrende!" La sua voce rimbombò nel locale, mentre il pubblico iniziava a mormorare, anticipando lo spettacolo.

Il pubblico, composto per lo più da uomini in giacca e cravatta e donne elegantissime, iniziò ad applaudire. Io mi sentivo fuori luogo, ma allo stesso tempo affascinato. Non avevo mai visto nulla del genere.

Le due donne si avvicinarono, gli sguardi carichi di tensione. Elena fu la prima a muoversi, con un colpo rapido al seno di Lia. “Pensi di poter vincere con quelle tette finte?” sibilò, mentre Lia indietreggiava di un passo, un’espressione di disprezzo sul volto.

Lia non rispose. Si limitò a sorridere, un sorriso che non prometteva nulla di buono. E poi attaccò. I suoi movimenti erano veloci, precisi, come se ogni gesto fosse stato calcolato. Afferrò i capelli di Elena, tirandoli con forza, e la spinse contro le corde. “Non serve essere naturali per vincere,” ringhiò, mentre le dava uno schiaffo sul seno, il suono secco che risuonò nel locale.

Elena urlò, più per la rabbia che per il dolore. Si liberò dalla presa di Lia e contrattaccò, colpendola con schiaffi al sedere. Ma Lia era più agile, più determinata. Con un movimento rapido e preciso, afferrò il top di Elena e lo strappò via con un gesto brusco, lasciandola a seno nudo. Il tessuto si lacerò con un suono secco, rivelando la pelle candida di Elena, segnata da un leggero rossore per l'improvvisa esposizione. Il pubblico esplose in un coro di applausi e fischi, mentre Elena cercava istintivamente di coprirsi, il viso arrossato dalla vergogna e dalla rabbia, gli occhi lampeggianti di indignazione.

“Adesso siamo pari,” disse Lia, togliendosi il proprio top e lanciandolo verso il pubblico. Il suo seno era sodo, perfetto, e il gesto fu accolto da urla di approvazione.

Il combattimento divenne più intenso. Schiaffi, tirate di capelli, colpi alle tette. Era una lotta senza esclusione di colpi, e io mi sentivo sempre più a disagio, ma allo stesso tempo eccitato. Non riuscivo a distogliere lo sguardo.

Lia prese il controllo, spingendo Elena contro il tappeto. Si mise a cavalcioni su di lei, afferrandole i seni con forza, stringendoli fino a farle gemere. Le tette di Elena divennero rosse, i capezzoli indolenziti e sensibili al minimo tocco. "Arrenditi", sibilò Lia, il fiato caldo sul volto di Elena, mentre la sua dominanza si affermava con ogni gesto.

“Mai,” rispose Elena, con un filo di voce, ma era chiaro che non ce la faceva più. Lia aumentò la pressione, soffocandola tra le sue tette prosperose. Elena iniziò a tossire, era in evidente difficoltà. Cominciò a schiaffeggiare Lia, ma era allo stremo delle forze.

“Basta!” urlò Elena, finalmente. “Mi arrendo!”

Lia si alzò, vittoriosa, mentre il pubblico applaudiva. Elena si coprì il seno con le mani, il viso rosso di umiliazione. Lia, invece, si rivolse al pubblico con un sorriso trionfante. “Chi è la prossima?” chiese, mentre si sistemava i capelli, il seno che ondeggiava con ogni movimento.

Mi sentivo eccitato, mentre osservavo quelle tette nere e morbide esultare. Godetti dell'umiliazione di Elena, una Italiana che mi ricordava una mia ex, sconfitta da una Africana, e il mio cazzo si stava gonfiando, pulsante e pronto per l'azione. I miei colleghi erano euforici, ridendo e commentando l'incontro, ma io ero perso nei miei pensieri, immaginando cosa sarebbe successo dopo. La serata prometteva di essere lunga e intensa, e non vedevo l'ora di scoprire fino a dove mi avrebbe portato.

Il secondo incontro fu annunciato poco dopo: Raven Blackwood contro Layla Al-Faris.

Raven, con la sua pelle bianchissima e i capelli platino, sembrava uscita da un film gotico. Indossava un top nero che metteva in risalto il seno siliconato, e il suo sguardo era freddo, distaccato, quasi come se stesse già calcolando ogni mossa della sua avversaria. Layla, invece, era più esotica, con i capelli scuri acconciati in intricate trecce e gli occhi verdi penetranti che brillavano di sfida. Il suo abito aderente, scintillante sotto le luci del club, accentuava le sue curve formose, mentre un piccolo neo sopra il labbro superiore aggiungeva un tocco di mistero al suo sorriso sicuro.

“Questa sarà interessante,” commentò Marco, mentre le due donne si avvicinavano. La tensione era palpabile, come se l’aria stessa trattenesse il respiro.

L’incontro iniziò con una tensione palpabile. Raven era più forte, e lo dimostrò subito, spingendo Layla contro le corde. “Non sei al mio livello,” sibilò, mentre le dava uno schiaffo sul seno. Il suono rimbombò nel locale, misto a un gemito di dolore di Layla.

Layla indietreggiò, ma non si arrese. Con un movimento rapido, afferrò i capelli di Raven e la tirò verso di sé, colpendola con un pugno allo stomaco. “Non sottovalutarmi,” ringhiò, gli occhi pieni di sfida.

Ma Raven era determinata. La spinse a terra con un gesto deciso, posizionandosi a cavalcioni su di lei, il peso del suo corpo che premeva contro quello di Layla. Afferrò i seni della donna, strizzandoli con forza, le dita che si chiudevano intorno alla carne morbida, mentre il suo sguardo si posava su di lei con disprezzo. “Sei patetica,” sussurrò, la voce carica di un tono gelido e tagliente, mentre il suo respiro caldo sfiorava il viso di Layla.

Raven strinse ulteriormente la presa, mettendo a dura prova i seni di Layla, che iniziò a lamentarsi con gemiti soffocati. Non paga, Raven iniziò a torcerli con forza, come se volesse mungerla, accompagnando il gesto con una risata tetra e beffarda. I suoi occhi blu brillavano di un’intensa eccitazione, mentre il suo dominio su Layla si faceva sempre più palpabile.

Fu allora che successe qualcosa di inaspettato. Un gruppo di arabi, seduti al tavolo VIP di fronte al ring, iniziò a inveire contro Raven. “Basta! Lasciarla andare! Troia Americana!” urlò uno di loro, mentre si alzava dal divanetto, il volto rosso di rabbia.

Raven, con un sorriso di sfida, si alzò e si avvicinò al tavolo. “Avete un problema?” chiese, con voce calma ma carica di minaccia. Il suo sguardo era gelido, come se stesse valutando se valeva la pena sporcarsi le mani con loro.

I quattro uomini non ci pensarono due volte. La afferrarono, trascinandola sui divanetti. Raven cercò di resistere, ma erano troppo forti. La denudarono del top, lasciandola solo in perizoma, e iniziarono a toccarle i seni, giocando con il piecing dei capezzoli. Le loro mani erano ovunque, crude e affamate, mentre Raven cercava di liberarsi, il volto contorto dalla rabbia e dall’umiliazione.

Layla, sul ring, rifiatava e sembrava divertita. “Sembra che i miei fan vogliano divertirsi un po’,” disse, mentre osservava la scena, con un sorriso malizioso sulle labbra.

Io ero scioccato, forse più eccitato. Raven, intanto, cercava di liberarsi, ma i quattro uomini la tenevano ferma, passandosela come un oggetto. Le loro risate erano crude, piene di disprezzo, mentre lei cercava di coprirsi, il corpo pallido e perfetto esposto alla loro mercé.

“Basta!” urlò Layla, rivolgendosi agli uomini. “Il match non è finito. Lasciatela andare.” La sua voce era ferma, autoritaria, e gli uomini, dopo aver giocato un po’ con quel corpo gotico e pallido, la rilasciarono.

Raven, con il viso arrossato e il respiro affannoso, tornò sul ring, il perizoma l’unica cosa che la copriva. Il suo culo e le sue tettone erano non più bianche latte ma rosse con i segni delle mani degli avventori. Il suo sguardo era pieno di rabbia, ma anche di una determinazione rinnovata.

Layla la guardò con un sorriso. “Pronta a finire?” chiese, il tono di voce calmo ma carico di sfida.

Raven annuì, con un’espressione di sfida. L’incontro riprese, ma era chiaro che Raven non era più la stessa. Raven cercò di attaccare Layla ma lei adesso molto più veloce la evitò facendola sbilanciare. Layla la spinse all'angolo e, con un movimento rapido, si concentrò sulle tette continuando a colpirle. "Ti piace?" Il piercing che veniva colpito era sì sexy ma aggiungeva dolore alla povera Raven.

Raven era quasi senza forze appoggiata all'angolo. Layla la colpì con una serie di ginocchiate nelle parti basse. Poi prese la rincorsa e si avventò contro di lei "Sbam"! Raven era una bambola nelle mani di Layla che la stava umiliando ad ogni mossa. Non mi ricordavo il mio cazzo così duro in tutta la mia vita e cominciavo a sentire qualcosa che bagnava le mie mutande.

“Basta,” sussurrò Raven nel frattempo, con voce roca, il corpo era rosso.

Layla si alzò, vittoriosa, mentre il pubblico applaudiva. Raven, intanto, si coprì il seno con le mani. Layla si avvicinò le strinse la mano ma la colpì un'altra volta con un calcio allo stomaco e la Gotica Pornstar americana cadde quasi priva di sensi sul tappeto e fù aiutata ad uscire.

Mi guardai intorno, il cuore che batteva forte. Quella serata mi stava portando in un territorio sconosciuto, e non sapevo fino a dove mi sarei spinto. I miei colleghi ridevano, commentando gli incontri, ma io sentivo un’ombra di riflessione attraversarmi il volto.

“Tutto bene?” mi chiese Marco, notando la mia espressione seria.

“Sì, sì,” risposi, cercando di sorridere. “Solo... non so cosa aspettarmi.”

Lui rise, una risata che sembrava quasi comprensiva. “È questo il bello, no? Lasciati trasportare.”

“Devo andare in bagno, tieni il posto” risposi e mi incamminai verso il bagno.
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APL
Hot. Intense. Uncensored.

AV1970- Adara Jordin vs. Paisley Prince

Wild Desires Reign Supreme!

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General Discussion about Catfights / Fake nails in a fight
« Last post by Normalmale on Today at 09:36:33 AM »
Ladies, are the very long, decorated nails many girls wear now useful in a fight, or are they a hindrance?  They can’t be good for punching.  Are they strong enough for clawing?
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Members Catfight Polls! / Re: lexibabe nyteshade {a reckoning}
« Last post by nyteshade on Today at 09:03:53 AM »


Lexi is right we are both snarling and grunting like two wildcats fighting over a Zebra leg lol

Her bite loosens as does mine. Theres only so much skank you can eat. We struggle to get control. I see her move her hand sharply and next thing i know her knuckles are slamming into my ribcage. Pain sears through me like a hot knife through butter. I groan loudly as another one swiftly follow.

Our breaths are more rapid than before. As we become more desperate to win this battle. Our dresses are about finished as they hang off us. Confronted by her near naked ample breasts i grab hold of each one and curl my claws into her tits whilst trying to tip her off me. She shrieks like a scalded cat and i manage to get her of me by bucking under her ………
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