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Sei ballerine a confronto (Italiano)

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Simprysame

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Sei ballerine a confronto (Italiano)
« on: March 17, 2022, 11:50:04 PM »
Prefazione
Sono sempre stata una ballerina, fin da piccola, mi sono allenta per tutta la vita quasi tutti i giorni, mille coreografie e infiniti esercizi fisici hanno impegnato i miei pomeriggi, ma un allenamento fra tutti mi ha segnato più di ogni altro: era quasi estate e faceva molto caldo, le date degli spettacoli di danza moderna si avvicinavano, io insieme al mio gruppo stavamo preparando un pezzo molto complicato, lungo e impegnativo, eravamo in sei e la maestra era molto brava; il gruppo era omogeneo e affiatato, ci conoscevamo da anni ed avevamo trascorso molto tempo assieme.

Tra noi si erano formate delle vere amicizie, anche se non fra tutte: eravamo di tre età differenti, Valentina e Marta erano le più giovani, avevano appena compiuto diciotto anni e andavano alla stessa scuola superiore, anche se in classi differenti, erano una coppia inseparabile che si frequentava anche fuori dagli allenamenti; Elena e Anna erano le più vecchie, avevano vent'anni ed erano al primo anno di università, si sentivano le chiocce del gruppo anche se erano le prime a fare festa e a divertirsi trascinandoci tutte in serate alla scoperte della vita giovanile; infine io e Nicole di diciannove anni, amiche fin da piccole e compagne di danza durante tutta la nostra giovinezza.

Tutte e sei eravamo ragazze molto belle e nel fiore dei nostri anni, gli allenamenti ci avevano formato dei fisici praticamente perfetti, sei ragazze magre e sode, talentuose nel ballo e con molta voglia di fare, un gruppo molto forte con ambizione di risultati.

Mancava poco tempo al primo spettacolo, la maestra iniziò quel allenamento con un discorso: '' Oggi ho preparato un allenamento speciale, vedendo le prove del pezzo ho notato che in alcuni passi mancate di aggressività, serve che tiriate fuori la rabbia che c'è in voi, è necessario a rendere la scena più credibile. Oggi lotterete fra voi a turno, ogni incontro durerà cinque minuti, poi vi scambierete finchè non avrete lottato tutte contro tutte, la vincente sarà quella che avrà sottomesso l'avversaria al termine del tempo. Vediamo se questo metodo farà affiorare in voi l'indole aggressiva che serve ad interpretare al meglio certi passi. Mi raccomando, senza farsi male, non potete colpirvi ma solamente lottare; cercate di sottomettere l'avversaria senza farle male.''

Eravamo tutte stupite e sorprese, nessuna di noi aveva esperienza nella lotta, se non per qualche baruffa con fratelli o sorelle, cugine o cugini o qualche azzuffata con qualche ragazza fuori scuola; Ognuna di noi reagì in maniera diversa, qualcuna era eccitata e divertita, qualcuna era sconcertata e dubbiosa.
''Io non ho mai fatto la lotta con nessuno...'' sospirò Valentina, la più giovane fra noi e la più ingenua, semplice e buona; ''Io me le sono date spesso con mia sorella maggiore, o meglio, le ho sempre prese da mia sorella'' le rispose Marta che era forse la più eccitata; '' Io facevo la lotta con il mio fratellino invece, sono un'esperta, ahah...'' rispose Elena divertita. Io Nicole e Anna restammo in silenzio  pensierose, chi preoccupata, chi incuriosita.

Facemmo il solito riscaldamento per prepararci, il nostro abbigliamento era molto simile, tutte indossavamo degli shorts sportivi o pantaloncini molto corti e attillati tranne Elena che vestiva sempre in modo strano e casuale, indossava un paio di pantaloncini da calcio bianchi arrotolati alla vita per renderli più corti possibile e una canottiera larga con un reggiseno sotto di essa, mentre noi tutte altre indossavamo un top sportivo, un reggiseno sportivo o una canottiera attillata; ci si allenava sempre scalze con i capelli raccolti in una coda. Era il vestiario più comodo per ballare ed allenarsi.

Mentre facevamo streaching sopra il grande tappeto al centro della palestra osservavo le mie compagne, le guardavo in maniera diversa, stavo per lottare contro di loro, le stavo per affrontare fisicamente; eravamo in cerchio, di fronte avevo Nicole, castana e con un viso sempre felice e sorridente, aveva un bellissimo sguardo con occhi grandi e verdi; alla mia destra avevo Marta, era di qualche centimetro la più piccola di statura ma aveva un fisico sodo e tonico, molto definito e formoso, un viso molto particolare con occhi a mandorla e i capelli neri, sempre eccitata e su di giri; alla mia sinistra c'era Valentina, la più magra tra noi ma con un fisico slanciato e proporzionato, era molto intelligente, una persona buona e calma con un atteggiamento pacato, il suo viso descriveva la sua persona, era molto carina e aveva un'espressione ingenua e spensierata; di fronte, ai lati di Nicole, erano sedute Elena, bionda e occhi azzurri, il suo fisico era perfetto in ogni lato, era la più bella e anche la più allegra della compagnia; e Anna, mora con i capelli mossi, era la più formosa e muscolosa, con un viso molto espressivo, occhi grandi e scuri e un bellissimo sorriso; anche io ero molto bella, con i capelli castano chiaro e occhi chiari, i nostri fisici erano molto simili, i nostri sederi erano perfetti, sodi e allenati, le nostre gambe erano definite come i nostri addominali ed eravamo toniche seppur magre e asciutte, delle ballerine in parole povere.
''Forza formate le coppie, vi scontrerete con quella che avete di fronte a voi. Iniziate sulle ginocchia, chi al termine dei cinque minuti avrà sottomesso l'avversaria vincerà l'incontro... preparatevi!'' Disse la maestra; sentivo già l'adrenalina scorrermi nelle vene.

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Simprysame

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Re: Sei ballerine a confronto (Italiano)
« Reply #1 on: March 20, 2022, 10:44:12 PM »
Primo incontro: Nicole

Mi trovai Nicole di fronte, pronta come me allo scontro. Cercavo di immaginare nelle mia mente cosa fare nel momento in cui la lotta sarebbe cominciata; mi vedevo gettarmi su di lei, bloccarla e gettarla a terra, salirle sopra e sottometterla aspettando la fine dei cinque minuti; ma realizzare la mia idea era difficile, non sapevo da dove cominciare, Nicole stava davanti a me fissandomi concentrata e immaginando, probabilmente , le mie stesse cose. Nessuna delle due sapeva come attaccare l'avversaria.
 
Mi sentivo eccitata, non sessualmente  ma mentalmente, mi sentivo un po' in imbarazzo nel dover toccare ed essere toccata da un'altra ragazza ma allo stesso tempo fremevo per la sfida, affrontare  un'avversaria in una prova di forza, l'idea di prevalere e sottomettere fisicamente un'altra persona mi accendeva di uno strano piacere, quel piacere che stava per infiammarsi nella lotta, i momenti di sforzo e fatica che precedevano la sottomissione; dominare nella vittoria, essere dominata nella sconfitta; la lotta era l'attesa del piacere o del dolore, il preliminare, dei  lunghissimi minuti di impegno totale che precedevano il premio: poter dominare la ragazza sconfitta e saperla sottomessa sotto di me, sedendo su di lei come fosse un trofeo, una leonessa a cavalcioni sulla gazzella ormai fatta preda.
Oppure il prezzo da pagare: sottomettersi al potere dell'altra ragazza, subire l'umiliazione  e sentirsi impotente, dover ammettere a me stessa la sconfitta, restare docili aspettando la fine della punizione. Una danza sensuale in cui due corpi cercano di imporsi con la forza nel controllo totale  e l'incertezza dell'esito che dipendeva solo da me e dalla mia avversaria.

Teneva le braccia avanti con le mani aperte muovendosi sulle ginocchia a gambe divaricate verso di me, io feci lo stesso e andai in contro alle sue mani con le mie, incrociammo le dita e cominciammo a spingerci, a tirare, a girare e torcere le mani dell'altra; ad un tratto io feci forza tirando con la destra verso il lato e lei fece lo stesso con la sua destra, le nostre braccia si allargarono tirando fra loro i nostri corpi; fu lei a venirmi addosso con più slancio scontrandosi con me petto contro petto, persi la forza delle braccia e mi sbilanciai all'indietro, con fatica mantenni l'equilibrio ma Nicole appoggiò la sua guancia sulla mia e mi spinse con il viso, mi fece cadere di schiena venendomi sopra; la caduta fu accompagnata da una risata di Nicole seguita dalla mia, ricordava un gioco divertente fra due bambine, una lotta innocente e giocosa tra due giovani ragazze.
 
La schienata sul tappeto sommata alla caduta di Nicole sopra il mio corpo mi lasciò un po' tramortita, sentii le mie mani schiacciate a terra dalle sue e la mia risata si trasformò in un lamento: ''oii oii'' esclamai cercando di restare composta; Nicole si sollevò sulle braccia sopra di me, in quel momento la guardai dalla mia posizione distesa: il suo seno era sopra la mia faccia a qualche decina di centimetri, era abbondante e sodo ed era coperto da un top sportivo, sopra di esso c'era il suo viso sorridente che mi guardava con la coda dei capelli che scendeva verso di me dal lato del viso.

''Ti arrendi?'' Mi chiese sorridendo cercando di salire sul mio corpo spingendosi in avanti; '' non credo proprio'' le risposi slanciando le mie gambe in aria, riuscii a portarle attorno i suoi fianchi e incrociai le caviglie dietro la sua schiena, cominciai a muovere le mani mentre stringevo le gambe, Nicole si spinse in avanti con i piedi a terra cercando di salire sopra di me con il bacino e cercando di schiacciarmi; io irrigidii il corpo stringendo le cosce il più possibile, il suo corpo era bloccato tra le mie gambe e ruotando il busto la feci cadere di lato sul fianco.

Ora ero io ad essere in vantaggio, la sua risata si era spenta ed ora sorrideva infastidita, lasciò la presa sulla mia mano per cercare di smuovere le mie gambe con cui la stavo bloccando; subito fui io a prenderle il polso bloccandole la mano e continuando a stringere indisturbata con le cosce. Cominciò a dimenarsi cercando di uscire dalla mia morsa, era il momento di attaccare, ruotai il busto andandole sopra; riuscivo a bloccarla a terra con il mio peso, portai avanti le mie gambe e mi sedetti sulla sua pancia a cavalcioni.

Sentii il contatto tra la parte nuda dei miei glutei e delle cosce e la sua nuda pancia, si agitava muovendo il busto sotto di me, lottando contro il mio peso mentre io cercavo di afferrare più saldamente i suoi polsi e bloccarle le braccia a terra.
Mi sentii sollevare mentre Nicole inarcava la schiena sollevando il bacino, spingeva con le gambe appoggiandosi con le spalle a terra. Persi l'equilibrio e mi sporsi in avanti con il busto poggiando le mani a terra ai lati della sua testa fissandola negli occhi a poca distanza dal suo viso; era impegnata e concentrata nello sforzo, la sua smorfia mi fece sorridere, la mia posizione era molto più stabile con il sostegno delle mani a terra, con il ponte Nicole mi aveva fatto sobbalzare in avanti sul suo busto, le sedevo sullo stomaco appena sotto il suo seno; strinsi le cosce sopra al suo busto portando le ginocchia sopra le sue spalle, l'interno delle mie cosce schiacciavano i suoi seni assieme, notai la suo smorfia di disagio e fastidio, si stava sforzando per mantenere un'espressione agguerrita: '' Su cavallino, su!!'' le dissi continuando a fissarla dall'alto della mia posizione.
 
Fece di nuovo forza sulle gambe e ruotò il busto sotto di me; un suo braccio era bloccato sotto la mia gamba mentre riuscì a liberare l'altro dalla mia presa portandolo in mezzo alle mie cosce, spinse la mano sulla mia faccia spingendo e facendomi piegare la testa all'indietro. Si dimenava con forza sotto di me ma sedendomi di peso sul suo petto e spostando il ginocchio sulla sua spalla riuscii a restarle sopra e schienarla a terra nuovamente.  Afferrai il suo polso con entrambe le mani e rimisi il braccio al suo posto, sotta la mia gamba avanzando ancora e sedendomi sul suo seno.
Mi sedetti di peso schienandola senza pietà, volevo sottometterla senza lasciarle occasione per liberarsi, la sua cassa toracica era compressa e il suo seno era schiacciato sotto il mio sedere; sul suo viso notai subito un'espressione sempre più infastidita, si sentiva a disagio ed in imbarazzo, sentivo muoversi il suo torace ad ogni respiro, aveva il fiatone e la sua cassa toracica era compressa dal mio peso.

La vidi concentrarsi in uno sforzo contraendo tutto il corpo, vidi un suo piede arrivare da dietro la mia testa e appoggiarsi sul mio viso; ruotai la testa e la pianta del suo piede cominciò a spingere sulla mia guancia e parte della mia bocca, sentivo le sue dita premere sulle labbra e sul naso; mi contrassi un po' schifata cercando di spostare quel piede dal mio viso quando vidi l'altro piede di Nicole comparire dall'altro lato della mia testa, mi sporsi in avanti di scatto schivando il suo piede ma fui costretta ad immergere la faccia nella pianta del piede che mi stava già spingendo, dovetti dar contro alla suola premuta sul mio naso e sulla mia bocca; trattenni il respiro cercando di muovere la testa ma non facevo altro che strofinare il mio viso sotto il suo piede; mi alzai di poco e mi risedetti di peso come per colpirla con il mio sedere rimbalzando sul suo petto e sul suo seno, lasciai le sue mani e afferrai la sua gamba spingendola al suo posto dietro la mia schiena; avevo sventato anche questo suo tentativo.

Restò immobile per qualche secondo sospirando, cominciavano a mancarle le forze, il furore con cui lottava per liberarsi si stava spegnendo, si stava pian piano sottomettendo. Provai una nuova sensazione mai provata prima: avevo il totale controllo di un'altra ragazza, avevo la possibilità di farle ciò che volevo, sedendo su di lei mi sentivo superiore, più forte, ero galvanizzata dalla superiorità della posizione che mi dava sicurezza e potere; cominciava a piacermi quella situazione e mi sentivo soddisfatta della mia forza, ero gonfia di orgoglio.
 
Vedevo nella sua espressione lo sforzo con cui cercava di smuovermi, le sopracciglia aggrottate e le labbra contratte mentre tratteneva il respiro e diventava sempre più rossa sulle guance, strizzava gli occhi e spingeva con tutta la sua forza con le braccia e con le gambe cercando di smuovere le mie tibie e il mio sedere che la inchiodavano a terra, sollevò il bacino facendo forza sui piedi; dopo qualche secondo abbandonò le forze e crollò a terra immobile sospirando e sbuffando in un lamento di dolore, io ritrovai subito la mia stabile seduta sul suo seno, lo sentivo schiacciarsi sotto il peso dei miei glutei, sembrava di sedere su due palloncini pieni d'acqua, rotondi e sodi, che compressi si deformavano sotto di me; bloccavo con forza i suoi polsi a terra, stringevo le cosce attorno alla sua testa premendo sulle sue orecchie, sulle tempie e sulle guance guardandola negli occhi, ora non muoveva neppure la testa, avevo stroncato anche questo suo tentativo di ribellione e adesso ero ancor più in controllo.
 
Mi aspettavo di provare empatia verso Nicole, nel vederla così disarmata e incapace di ogni azione sotto di me, immaginavo di provare pietà, ma invece l'istinto mi spingeva a sottometterla ancor di più, a dominarla, a umiliarla.
Provai una soddisfazione immensa quando iniziò di nuovo a lottare per liberarsi, aveva ripreso fiato ma sapevo già di poterla controllare dalla mia posizione e mi aspettavo questo nuovo tentativo, la sua forza era diminuita, gli sforzi erano aumentati, non riuscì a smovermi neanche di un centimetro; si abbandonò distesa senza forze, respirando a fatica. Era come aver addomesticato una fiera che sottomessa mi ubbidiva.

Afferrai entrambi i suoi polsi bloccandoli tra le mani e allargai le cosce attorno alla testa, sorridendole. '' Sembra abbia vinto io eh?'' Nicole non rispose e restò immobile sotto di me; '' non credo tu riesca ad uscire da qui sotto...'' dissi soddisfatta; lei mi guardava imbarazzata  trattenendo i lamenti per gli sforzi con cui cercava di resistere al mio peso, poi distolse lo sguardo abbassandolo sul mio pube a pochi centimetri sotto il suo mento; questa immagine accese in me uno strano piacere, una particolare eccitazione legata alla dominazione.
''Ok, hai vinto! Pesi tantissimo non posso muovermi, fammi respirare!!'' mi disse con voce soffocata e restando distesa immobile, abbandonando ogni tentativo di ribellione.

Le sorrisi felice e feci un respiro profondo per riprendermi dalla fatica, lasciai le sue mani libere che si poggiarono sulle mie ginocchia continuando però a tenere salde le mie gambe sopra i suoi bicipiti,  mi sedetti sul suo petto posizionando i miei glutei sopra ai suoi seni, trovavo questa seduta molto comoda; lasciavo tutto il mio peso schiacciare e deformare ogni suo seno senza trattenermi cercando la posizione giusta per rendere la seduta più comoda; Nicole si lamentava durante questa operazione ma ben presto trovai la posizione perfetta, l'adrenalina della lotta diminuiva e io mi rilassai.
''Un minuto alla fine del primo round!'' esclamò la maestra. ''Nicole, Valentina cercate di liberarvi, forza!''

Mi guardai attorno: sul tappeto vicino a me Marta e Anna stavano ancora lottando, rotolavano a terra l'una sull'altra mentre Elena era seduta, come me, sopra Valentina, sul suo petto ma più in avanti rispetto a me, il suo pube era premuto sotto il sul mento, le braccia di Valentina erano distese sopra la sua testa e bloccate in mezzo alle cosce di Elena che le premeva a terra con una mano; le gambe di Valentina invece erano piegate a novanta gradi con i piedi poggiati a terra, le faceva oscillare a destra e a sinistra lentamente, accennava qualche movimento sollevandole o inarcando il busto ma i suoi tentativi erano inutili, era totalmente sottomessa e in trappola.
 
Vedevo sulla povera Valentina la stessa espressione che aveva Nicole sotto di me, mentre Elena sorrideva soddisfatta fissandola: si muoveva in continuazione in preda ad una viva eccitazione, prima le schiacciava le braccia a terra, poi le metteva una mano sul busto dietro il suo sedere per controllarne i movimenti, poi le passava le dita tra i capelli accarezzandole il viso, successivamente si sollevava di qualche centimetro per ricadere rimbalzando sul suo petto con le mani ai fianchi e il busto diritto, aveva un'aria soddisfatta e sicura mentre la guardava negli occhi e mentre si sporgeva abbassandosi sul suo viso sussurrandole qualcosa, a quel punto le strinse le cosce attorno alla testa schiacciando e comprimendo il suo viso, scoppiò in una risata e si raddrizzò. Un vero tormento per la povera Valentina che ormai succube si lamentava nervosamente: '' Smettila!! Basta!! Lasciami andare!'' Elena distolse lo sguardo dalla sua avversaria ormai vinta, ignorando le proteste, appoggiò le mani ai fianchi e si rilassò con un sospiro, la sua attenzione si spostò su di me, mi sorrise, poi cominciò ad osservare la lotta tra Marta e Anna vicino a lei.
 
Le due stavano rotolando a terra cercando di prendere una posizione di superiorità, Anna era più grande di Marta di qualche centimetro, anche la corporatura era più grande ma la più giovane sembrava essere più veloce e rapida nei movimenti, si dimenava con vigore e riusciva ad evitare di essere sopraffatta, rotolava sempre fuori da sotto il corpo di Anna facendola cadere di lato e ribaltando la situazione; Anna riusciva però a prenderla nella sua morsa spostandola e schienandola a terra, riuscì finalmente ad abbracciarle la testa con un braccio bloccandola contro il suo corpo, stinse la presa e le si gettò sopra distendendosi di fianco sul tappeto; entrambe avevano il fiatone e gemevano dagli sforzi, Marta si trovò bloccata, con una mano provava a liberare il braccio avvinghiato attorno al suo collo ma le era impossibile, cominciavano a passare i secondi e Anna sembrava fosse ad un passo dal vincere.
 
'' Forza mancano trenta secondi!! Cercate di liberarvi su !!'' La maestra incitò le sottomesse, Valentina e Nicole si erano ormai arrese, Marta però cominciò a dimenarsi con rabbia tirando prima il braccio di Anna, poi la maglietta e infine la prese per i capelli; le regole teoricamente non lo permettevano, era stato detto dalla maestra di non farci del male, di non colpire, dovevamo solo lottare, restai un po' sconcertata dalla mossa di Marta, anche Elena cambiò la sua espressione che si fece più preoccupata, la stessa Anna che stava subendo restò allibita e sorpresa: Marta le tirò con forza i capelli stretti in un pugno dietro la nuca, la testa di Anna si piegò indietro, un urlo di dolore accompagnato da un'espressione sofferente rese la scena più violenta; '' Brava Marta!! Finalmente vedo un po' di rabbia, di orgoglio!!'' le parole della maestra che sosteneva Marta mi rese ancor più stupita di quello che ero.
 
Anna venne trascinata sulla schiena per i capelli, le sue mani provarono subito a liberare la presa sui suoi capelli ed alleviare il dolore, ma fu un errore, Marta si liberò dalla morsa e con uno scatto rotolò sopra il busto di Anna, senza darle alcuna possibilità di reazione si sollevò sulle mani saltandole con il bacino sopra il petto, si sedette di peso lasciandosi cadere, il colpo fu molto forte: si sentirono i polmoni di Anna svuotarsi dall'aria per la compressione sul cassa toracica, la sua espressione si colorò di dolore e restò tramortita a terra.

''Dieci secondi al termine.''  Marta si sedette sul petto di Anna come me ed Elena, sembrava fosse questa la mossa migliore per vincere in questa lotta, lasciava l'avversaria disarmata con le braccia bloccate a terra, gli sforzi per liberarsi erano immensi per la sottomessa e, inesperte nella lotta come eravamo noi, quasi sempre senza risultati, le energie si esauriscono sotto il peso della dominatrice che intanto si riposa.
 
Marta afferrò i polsi di Anna che come risposta cominciò a muovere i busto e le gambe, si era solo in parte ripresa dal repentino cambio di posizione e si notava la sua crescente preoccupazione; Marta bloccò i polsi a terra e, un attimo dopo, con un movimento che ci lasciò tutte a bocca aperta senza parole, si spostò in avanti sedendosi sulla faccia di Anna: il pube si appoggiò fin sopra gli occhi, l'intero viso era coperto e nascosto sotto le sue parti intime e si vedeva solamente la fronte della povera Anna e i suoi capelli; si sedette di peso raddrizzando il busto, Anna agitò le braccia che però erano bloccate dalle mani di Marta e scalciò le gambe, si sentì un urlo soffocato provenire da sotto la seduta di Marta che guardava intanto la maestra.

Elena ruppe il silenzio di sconcerto portandosi una mano davanti alla bocca: '' Oddio Marta... cosa le stai facendo?'' Io ero in preda allo stupore, quella scena mi disturbava e mi eccitava allo stesso tempo. '' Cosa succede?'' Chiese incuriosita Nicole che sotto di me non riusciva a vedere. '' Le si è seduta in faccia...'' risposi con un tono quasi confuso, mentre ascoltavo i versi che Anna produceva cercando di respirare sotto Marta.

''Tempo scaduto, fine primo incontro.'' Esclamò la maestra; io ed Elena ci sollevammo dalla nostra posizione sulle ginocchia, Nicole si sollevò subito per guardare e restò anche lei a bocca aperta, Valentina invece muoveva e si massaggiava le spalle intorpidite, Marta intanto distese le braccia al cielo esultando '' Siiii!! Ho vinto!!'' restando seduta sulla faccia di Anna che continuava a dimenarsi senza riuscire a liberarsi ne a respirare; spingeva con le mani il glutei di Marta cercando di smuoverli dal suo viso, Marta sorridente e contenta fece cadere le braccia in mezzo le sue gambe appoggiando le mani sulla testa di Anna e afferrandole i capelli chiudendo i pugni, fece un sospiro e finalmente si lasciò sollevare dalle mani di Anna e si lasciò cadere a lato  sedendosi sul tappeto.
 
Anna respirò con affanno, si coprì la faccia rossa con le mani e rotolando sul fianco si alzò sulle ginocchia; ''Sei una stronza! Mi hai tirato i capelli!'' Esclamò con rabbia tra i sospiri; la sua espressione parlava per lei, si sentiva umiliata ingiustamente, si sentiva offesa ed arrabbiata, Marta le rispose sorridendo: '' Volevo vincere, era l'unico modo...'' Anna era ancora un po' sconvolta, '' Mi hai messo il culo in faccia..'' sussurrò tra le labbra; si vergognava e si sentiva in imbarazzo davanti a tutte noi, ci guardò a bocca aperta mentre la fissavamo. '' Dai Anna non te la prendere, era divertente vederti agitare sotto di lei.'' Cercai, con questa frase,  di smorzare la tensione con una risata ma ne ricavai solo una brutta occhiata.

'' Preparatevi, fra trenta secondi inizia il secondo incontro!'' Interruppe la maestra; si formarono le nuove coppie: Nicole contro Valentina, Anna contro Elena e io contro Marta.
« Last Edit: March 20, 2022, 11:35:58 PM by Simprysame »

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Simprysame

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Re: Sei ballerine a confronto (Italiano)
« Reply #2 on: March 28, 2022, 02:02:29 AM »
Secondo incontro. Marta

Camminai verso Marta che si stava sistemando i capelli stringendosi la coda; mi inginocchiai davanti a lei sedendomi sui talloni e appoggiando le mani a terra davanti a me; era accaldata e soddisfatta, appena mi vide pronta si mise a quattro zampe sorridendomi.
''Vedi di non imbrogliare contro di mei, e non usare sporchi trucchi per vincere..'' le dissi con un tono scherzoso anche se in fondo ero un po' preoccupata di cadere nelle sue scorrettezze.
''Quali trucchi?'' Disse rispondendo al mio sorriso;
''Ti ho vista, le hai tirato i capelli per liberarti...''
''Lei mi stava strozzando, e poi dove è scritto che non si può tirare i capelli?''
''Ti sei seduta sulla sua faccia...''
''Era per immobilizzarla, è stato solo per un momento; poi anche io ti ho vista, eri seduta su Nicole come me, forse non in faccia ma molto vicino...'' Quelle parole mi fecero tornare seria, non potevo rimproverarla quando anche io, poco prima, stavo sottomettendo e umiliando Nicole; in quel momento immaginai come dev'essersi sentita intrappolata sotto di me a forza, con le mie parti intime a pochi centimetri dal suo volto senza potersi sottrarre a quel tormento.


Marta scoppiò in una risata divertita e mi disse: ''Ma con te sarà più facile, non mi servirà sedermi sulla tua faccia...'' Sorrisi anche io nonostante fossi preoccupata,  immaginavo di finire sotto di lei con i capelli tirati, cosa avrei fatto in quel caso? Non ero mai stata coinvolta in una rissa e i miei capelli non erano mai stati tirati, figurarsi avere un'altra ragazza seduta sul viso.
''Adesso vediamo...'' le risposi con un tono non troppo convinto.
''Via al tempo, cominciate!'' tuonò la maestra ad alta voce.
avanzai dondolando a destra e a sinistra sulle ginocchia con le mani protese in avanti, lei continuava a spostarsi a quattro zampe come una gatta muovendosi di lato; dopo qualche secondo provai ad attaccare gettandomi su di lei, sembrava aspettasse il mio movimento e si tuffò restando abbassata con la spalla mirando al mio addome; mi abbracciò all'altezza della pancia spingendomi e io le cinsi il braccio attorno al collo bloccandole la testa, la sua nuca era premuta sotto la mia ascella e la sua testa era schiacciata tra il mio fianco e il mio braccio; facendo forza con le gambe vinse la lotta facendomi cadere di schiena, la sua testa era ancora bloccata sotto il mio braccio e con le gambe mi avvinghiai attorno la sua coscia.

 
Con la testa e una gamba bloccata non riusciva a reagire, provò inutilmente a spostarmi il braccio poi si sollevò sulle braccia, alzò la gamba ancora libera infilando il piede in mezzo le mie ginocchia, fece forza con entrambe le gambe divaricando le mie e riuscendo ad uscire dalla mia stretta; si spostò sopra di me a cavalcioni sulla pancia afferrandomi il braccio e tirando con forza, aveva più stabilità e riuscì a sfilare la sua testa  da sotto il mio braccio.


Raddrizzò il busto sedendosi sui miei addominali, fui presa dal panico, dovevo evitare a ogni costo di starle sotto; girai il bacino con uno sforzo spostando le gambe di lato e cercai di girare anche il busto; Marta venne sollevata mentre cercava di afferrare i miei polsi, riuscii a mettermi sul fianco portando le braccia al petto, cercò di tirarmi per un braccio per girarmi faccia in su ma riuscii a resistere, abbassò il suo busto su di me cercando una presa migliore, era il momento per cercare di liberarsi, spinsi con le gambe a terra girando il busto di scatto e riuscii a farla cadere di lato; il tempo di sollevarmi da terra e mi accorsi delle sue gambe strette attorno il mio busto, contrasse le cosce stritolandomi le costole, restai senza respiro cercando di resistere a quella morsa.

 
Facendo leva con il braccio cercavo di divaricare le gambe di Marta mentre ruotavo con il corpo; senza accorgermene Marta aveva sollevato il busto e mi cinse le braccia attorno al collo trascinandosi su di me e schiacciandomi il seno sulla faccia, ero indifesa e caddi nel suo infimo abbraccio.
Era aggrappata di peso al mio collo e si lasciò cadere di schiena, mi trascinò a terra con lei e mi rotolò sopra con facilità, ero in trappola e il mio viso era schiacciato sotto suo seno: la sua scollatura cadeva sul mio naso e sui miei occhi mentre il tessuto del suo top mi copriva la bocca e le guance , senza riuscire a capire la mia situazione venni strattonata e sbattuta a terra, restai tramortita dal colpo.

 
Il tempo di un respiro e Marta sciolse la sua presa, sostenendosi sui gomiti appoggiati ai lati della mia testa saltò con il bacino e le gambe in avanti schiacciando le mie braccia sotto le sue tibie, si sollevò sulle mani alzando il suo seno dalla mia faccia e con un altro balzo in avanti si spostò sopra il mio petto sedendosi di peso appena sotto il mio viso.

 
Ciò accadde in un attimo, vidi avanzare il suo pube fin sopra la mia bocca e scendere a peso morto su di me, spostai la testa all'indietro in uno spasmo di ribellione, contrassi tutti i muscoli del collo, delle spalle e delle braccia cercando di allontanare il mio viso dal cavallo di Marta; in quei pochi secondi, con dei gesti fulminei, Marta si sedette sulla parte alta della mia cassa toracica, le mie clavicole e le spalle erano schiacciate sotto i suoi glutei, il suo pube premeva sotto il mio mento spingendomi la testa all'indietro, i suoi inguini poggiavano sulla mia mascella e l'interno delle sue cosce sulle guance, sfiorandomi le orecchie; in quei brevi attimi realizzai di essere in trappola, stavo per provare il sapore della sconfitta con ancora il gusto della vittoria in bocca.

 
Ero in uno sforzo continuo cercando di muovere il corpo ma le braccia erano schiacciate e bloccate a terra sotto le sue caviglie, sentii la forte presa delle sue mani sui miei polsi; tutta la parte superiore del mio corpo era immobilizzata dal suo peso.
Avevo paura  di finire come Anna, con Marta seduta sulla mia faccia ,fu l'unica cosa che in quei secondi passò nella mia mente, ebbi il tempo di fare un respiro dal quale fu ben poca l'aria inalata, il peso del suo sedere mi comprimeva il petto, mi sembrò un peso incredibile, non credevo fosse così enorme da sopportare, era una costrizione mai provata prima.

 
Dalla mia bocca uscì un lamento di dolore e sconforto che subito si tramutò in un urlo acuto di panico, Marta ondeggiò il corpo indietro concentrando il peso sui suoi glutei e aumento ancora il peso sul mio corpo, sentii le mie clavicole piegarsi, il suo pube cominciò a premere sulla mia gola soffocando i miei lamenti tramutandoli in spasmi strozzati; sollevò le ginocchia e si diede uno slancio con le gambe e il bacino in avanti, il panico crebbe in me e scalciai con le gambe in un gesto di rabbia, il suo pube si sollevò dalla mia gola spostandosi in avanti sopra la mia bocca, si stava per sedere sulla mia faccia.


Cercai di muovere nuovamente la testa indietro ma successe tutto così in fretta da non lasciarmi tempo di reagire, la vagina di Marta coperta dagli shorts si appoggiò sulla mia bocca: trattenni il fiato e chiusi gli occhi cercando di irrigidire i muscoli del volto, percepivo il contatto morbido e soffice delle sue labbra diventare rigido e duro con l'aumentare del peso, il tessuto dei pantaloncini era l'unica cosa che separava la mia bocca e le mie narici dalle sue parti più intime.
Ben presto il peso si fece sentire senza pietà, schiacciava verso il basso con la parte interna dei glutei sulla mia mascella che si sobbarcava quasi tutto il peso, il mio mento era premuto dal solco del suo sedere ed il resto dei suoi glutei appoggiavano sulla mia gola e sulle mie clavicole, i suoi inguini premevano sui miei zigomi. Facevo fatica a tenere la bocca chiusa.


In quei secondi mi concentrai a non respirare ne ad aprire gli occhi: era una situazione troppo umiliante, mi sentivo sconvolta e schifata, il solo pensiero di avere il sesso di un'altra ragazza sul mio viso mi turbava, respingevo quell'immagine dalla mia mente nonostante stesse succedendo proprio in quel momento.
Mi sentii a corto di ossigeno e soffiai fuori l'aria che avevo nei polmoni per cercarne altra, la mia bocca era tappata completamente e mi costava fatica il solo espirare attraverso quel tessuto; soffiai dal naso per un solo momento e subito inspirai forte dalle narici in uno spasmo, era come stessi uscendo dall'acqua dopo un'immersione, avevo la stessa fame d'aria.

 
Aprii gli occhi dal terrore, fissai il suo pube pochissimi centimetri sotto i miei occhi, si intravedeva la forma delle labbra della sua vagina e il mio naso tra esse, le mie narici erano premute su quel nero tessuto sintetico degli shorts di Marta, l'aria che filtrava attraverso era piena del suo odore e non era abbastanza nemmeno per mezzo respiro; mossi la testa all'indietro per poter guadagnare qualche centimetro, riuscì a riempire i polmoni a metà, quel sapore dolce del tessuto si mescolava ad un aspro e acre odore di sudore intimo; sprecai tutta l'aria cercando di urlare, ero disgustata, volevo far smettere quella tortura, speravo di richiamare l'attenzione di qualcuno e di far terminare quel tormento ma l'unico suono che riuscii a fare era un verso soffocato che mi si bloccava in gola, rimasi di nuovo senz'aria.


Il panico si impadronì di me, cominciai a scalciare e a spingere con i piedi a terra inarcando la schiena e contraendo tutto il corpo, anche le braccia bloccate a terra; riuscii a farla sobbalzare sopra di me, in una contrazione del collo riuscii a girare la testa di lato mentre Marta si stava risiedendo, la sua vagina si appoggiò sulla mia guancia e sul mio zigomo, riuscivo di nuovo a respirare anche se a fatica: la mia faccia era premuta nel suo interno coscia, sentivo l'odore della sua pelle che mi penetrava nelle narici e il calore del suo corpo che mi faceva sudare.
Non sapevo cosa fare, stavo disperatamente lottando per respirare, mi sentivo in pericolo e il panico in me cresceva;  combattevo per avere qualche centimetro di spazio e un po' d'aria mentre lei era comodamente seduta sul lato del mio viso. Restai qualche secondo immobile cercando di riprendere fiato concentrandomi sul respiro.

 
Marta liberò le mie mani dalla presa, potei muovere di nuovo gli avambracci ma riuscii solo ad appoggiarli sulle sue cosce. Il peso sul mio viso si alleggerì, subito dopo la mia testa fu afferrata dalle sue mani: con una mi prese per la guancia appoggiata a terra, tirandomela in alto; con l'altra mano afferrò l'altra mia guancia facendo forza e tenendo bloccata la mia testa, spalancai gli occhi impaurita, vidi il suo sguardo sopra di me che mi fissava, sorrideva mentre teneva la mia testa ferma con la faccia rivolta verso l'alto, sollevò il bacino e allargò le gambe portando di nuovo il suo pube sopra la mia faccia, questa volta fin sulla mia fronte.


L'immagine che passò davanti ai miei occhi in quel momento rimase impressa nella mia mente: la mia visuale era limitata dalle sue gambe che si chiudevano attorno la mia testa come una cornice, il suo busto inclinato in avanti faceva ombra alle luci del soffitto, il suo viso sorridente e il suo sguardo che mi fissava; lo distolse da me, alzò la testa raddrizzando il busto e avanzando il bacino sopra il mio volto. Chiusi gli occhi nello stesso momento in cui la sua vagina si poggiò sopra il mio naso e si schiacciò contro le mie palpebre; di nuovo tutto il suo peso comprimeva tutta la mia faccia.


Ora non filtrava neanche un filo d'aria da sotto i suoi shorts, la sola cosa che sentivo cercando di respirare era il suo odore, avevo gli occhi chiusi,  e potevo muovere solo le mani e le gambe, era impossibile muovere la testa, il mio naso era completamente immerso nella sua vagina e spingeva il tessuto degli shorts e delle mutandine tra le sue labbra che scendevano fin sui miei zigomi e sui miei occhi.

 
Mi aggrappai forte sulle sue ginocchia con le mani, e in preda al panico alzai le gambe verso il suo corpo, come Nicole aveva fatto prima con me.
Era il mio tentativo disperato per togliermela di dosso, portai le mie gambe davanti il suo busto, sentii Marta urlare mentre si aggrappava ai miei capelli; tirai con forza contraendo tutti i muscoli del corpo e riuscii a farla cadere di schiena togliendola dalla sua seduta sul mio viso. Riuscii di nuovo a inspirare, l'aria mi sembrava fresca e frizzante in confronto a quella a cui ero stata costretta in quei momenti.

 
Ero gonfia d'orgoglio e galvanizzata dalla mia mossa, ora Marta era bloccata tra le mie gambe distesa sulla schiena ma la sua presa sui miei capelli era ben salda: sentii per la prima volta il dolore per i miei capelli tirati, il mio scalpo scottava e pungeva, il fastidio aumentava sempre più e non accennava a fermarsi; riuscii a portare le braccia in mezzo le sue gambe che erano ancora distese sulle mie spalle; afferrai subito le sue mani cercando di alleviare la sua presa.
''Ahhiii... mi fai male. Mollami i capelli!!'' Urlai rabbiosa, ma Marta non accennava a liberarmi.
''Lasciami!!'' Sbottai urlando. Cominciai a stringere le mie gambe attorno al suo busto, incrociai le caviglie e contrassi i muscoli delle cosce; la tensione ai capelli si allentò, Marta liberò uno mano portandola sui miei piedi e cercando di dividerli; strinsi ancor di più e finalmente lasciò la presa sui miei capelli lamentandosi per la stretta.

 
Finalmente ero libera, sollevai il busto e ruotai di lato spostando Marta tra le mie gambe; si lamentava, si agitava con le gambe contraendo i muscoli del busto e intervallando dei timidi tentativi per divaricare le mie gambe a degli schiaffi sulle cosce.
Bloccai una sua gamba tra le braccia cercando di lasciarle meno movimento possibile; sentii allora  un dolore acuto sul polpaccio: mi stava mordendo.
''Ahi, ahi, ahi!!'' Urlai dolorante, non sapevo come farla smettere mentre sentivo i suoi denti segnarmi la pelle. La colpii con una schiaffo al viso e la presi per i capelli con una mano tirandole la testa indietro; scalciai le gambe per distaccarla da me liberando la mia presa, il suo morso si allentò e trascinai via la sua testa, il polpaccio bruciava e pungeva, ero rabbiosa, con uno scatto girai il busto verso di lei e mi gettai addosso; Marta si girò sotto di me schiena a terra e io le caddi sopra con il mio seno contro il suo; mi portai a cavalcioni sulla sua pancia afferrando con una mano il suo polso e tirandole i capelli con l'altra; anche lei mi afferrò i capelli di nuovo tirandomi la testa verso il basso con forza.


Ero in vantaggio, le ero sopra e ce l'avevo in pugno se non fosse per i miei capelli tirati, era un dolore molto fastidioso e acuto, la sensazione di sentire i miei capelli strapparsi mi faceva impazzire, mi lamentavo e urlavo in preda alla rabbia, volevo colpirla ma la paura di farle male me lo impediva; nel frattempo tiravo anche io più che potevo e i suoi lamenti di dolore pareggiavano i miei.

 
In quel momento di stallo mi accorsi che Nicole e Valentina erano rotolate al nostro fianco: Nicole era sopra come me a cavalcioni, era riuscita a bloccare entrambe le braccia di Valentina a terra e cercava di domare i suoi tentativi di ribellione; dopo qualche secondo si sedette con un balzo sul suo petto bloccando le braccia sotto le sue tibie.
''Cosa fate voi due? Vi strappate i capelli?'' ci chiese guardandoci.
''Questa stronza ha cominciato. Gioca sporco, mi ha persino morso la gamba...'' Risposi tra i lamenti di dolore; Nicole si sporse verso di me con il busto e con la sua mano cercò di liberare la presa di Marta sui miei capelli.
''Ti aiuto a liberarti...'' mi sussurrò sorridendo. Lasciai la presa sui suoi capelli e le afferrai il polso, le dita di Marta si stavano aprendo forzate dalla mano di Nicole e i ciuffi dei miei capelli si sfilavano pian pian dal suo pugno.
''Hei non intrometterti!! Che fai? Lasciami!'' protestò Marta.

 
Un secondo dopo fui libera, presi forte i suoi polsi nelle mani e con un balzo avanzai su di lei sedendomi sul suo petto. ''Grazie Nicole.''
''Eccoci qua a ruoli invertiti... '' le dissi in uno sfogo mentre spostavo le mie gambe sopra i suoi gomiti; avevo il fiatone, il dolore al cuoio cappelluto era ancora intenso e l'immagine di lei che si sedeva sulla mia faccia era ancora viva e chiara nella mia mente; respiravo con affanno e sentivo ancora il suo odore nelle narici.
Marta capiva di essere nei guai, aveva ragione, la mia sete di vendetta era grande, cominciai subito a spostare il mio bacino in avanti avvicinando il mio pube al suo mento; lei si dimenava sotto di me, scalciava e faceva forza con le braccia ma io le sedevo di peso tra il mento e il seno, i miei glutei le premevano sulle clavicole e sulle spalle, la sua testa era racchiusa tra le mie cosce e vedevo il suo viso concentrato e contratto; lottava con furore ma ero in controllo, cercava di prendermi fra le gambe da dietro come avevo fatto io ma tenevo il busto leggermente abbassato e nonostante la mobilità da ballerina con cui si muoveva falliva ogni tentativo.


''Un minuto al termine!'' Ci informò la maestra.
''Cosa dovrei farti adesso?'' Domandai fissando Marta negli occhi tra le mie cosce. La risposta fu un ponte con la schiena e un tentativo con le gambe, entrambi falliti, ero in controllo; sentivo in me il desiderio di punirla, senza pensarci su la presi per i capelli tirando verso di me e alzandole la testa, avanzai con il bacino schiacciando la mia vagina sulla sua bocca e sul suo naso e mi sedetti di peso.
Il sapore della vendetta era buonissimo, sentii il suo naso entrare tra le mie labbra spingendomi il solo tessuto degli shorts tra esse, non indossavo mutandine, provai uno strano piacere, ero eccitata sia fisicamente che mentalmente, il suo corpo si muoveva e si agitava facendomi vibrare i fianchi e il ventre, sentivo i tentativi di respirare sotto di me che mi scaldavano; un urlo soffocato si percepì da Marta.


''Falla respirare, così la soffochi!!!'' Esclamò Nicole che osservava a bocca aperta vicino a me. Mi spostai indietro liberandole il naso e la bocca, Marta respirava affannosamente e con un'aria sconvolta; ''Ti è piaciuto?'' Le chiesi sorridendo, ''come si sta li sotto? Su rispondi!!'' mi guardava con odio senza aprir bocca; avanzai di nuovo con il bacino tirandola per i capelli e tenendo la sua testa ferma, cercava di girarla di lato ma non riuscì a impedirmi di sedermi su di lei.
Mi sedetti sulla sua bocca appoggiando la mia vagina sotto il suo naso, le lasciavo qualche millimetro per respirare, voleva costringerla ad annusare il mio odore, volevo tornarle il favore. La sentii respirare dal naso e cercò di lamentarsi in una smorfia.
''Hahaha... la tua faccia è così ridicola vista da quassù, ed è anche comoda...'' le dissi prendendola in giro. Avanzavo di poco tappandole le narici e bloccandole il respiro, la punta del suo naso premeva tra le labbra della mia vagina e i suoi occhi si spalancavano dal panico; vederla così impotente e umiliata sotto di me mi eccitava, avere il controllo sul suo corpo e sul suo respiro, sottometterla in quel modo mi dava un tremito di piacere e il contatto del suo viso sotto la mia vagina mi stimolò al punto da provocarmi una contrazione involontaria al ventre, inarcai la schiena e sospirai, mi morsicai un labbro e un intenso calore divampò nel mio corpo, mi stava piacendo troppo.



Marta mugugnò qualcosa muovendo la testa, realizzai cosa le stavo facendo e tornai in me; mi spostai indietro, non volevo si accorgesse del mio piacere e rischiavo se ne fosse già accorta, ancora qualche secondo e non sarei riuscita a trattenermi; mi sedetti sotto il suo viso bloccandole le braccia a terra e distolsi lo sguardo dal suo, mi sentivo imbarazzata ed ero arrossita, cercai di distrarmi guardando l'incontro tra Anna ed Elena.


Anna era distesa sulla schiena di Elena e cercava di bloccarle le braccia, Elena lottava con forza cercando di disarcionarla e di girarsi, stava per riuscirci quando Anna le abbracciò la testa con entrambe le mani, si sedette a cavalcioni sulla sua schiena e cominciò a tirarle la testa indietro; l'intero busto di Elena di sollevò da terra piegandosi all'indietro, Anna la prese con le mani sul mento e ondeggiò indietro tirandola a se e inarcandole la schiena;
''Aaahhhgg...'' Si lamentò Elena, la sua testa e il suo collo erano piegati all'indietro come la sua schiena, si appoggiava a terra con una mano e con l'altra cercava di liberarsi; Anna tirò ulteriormente chiedendo se si arrendeva, '' Ahi... si si mi arrendo, lasciami!''

 
La presa fu sciolta ed Elena cadde distesa sul tappeto faccia a terra; Anna sorridente si sedette comoda sulla sua schiena con le mani ai fianchi e sospirando ci guardò; ''Sembra vi siate messe in posa, li una vicina all'altra nella stessa posizione...'' Io e Nicole ci guardammo e ridendo ci battemmo il cinque.
''Il tempo e quasi scaduto, ma sembra che le vincitrici siano già decise...'' disse la maestra guardando l'ora. '' Dieci secondi al termine, dai provateci, avete ancora un tentativo...''


Io guardai Marta che ormai si era arresa, non si muoveva più e evitava il mio sguardo; volevo provare ancora quella eccitante sensazione di dominazione, anche se per solo qualche secondo. Mi sedetti sul suo viso nello stesso momento in cui la maestra chiamò la fine del tempo; fu solo per un paio di secondi durante i quali una scossa di piacere mi percorse la schiena; mi alzai liberandola.


''Brave, vedo che vi state impegnando, non tutte però: Valentina mettici un po' di rabbia, non ti arrendere così presto!'' Disse la maestra camminando fra noi. '' Forza formate le prossime coppie, iniziamo subito, vi siete già riposate, chi stando sopra, chi stando sotto. Anna Valentina; Ilaria Elena; Nicole Marta. preparatevi!''
Non avevamo il tempo di commentare o parlare, si iniziava subito e mi avvicinai ad Elena che si stava ancora riprendendo dalla lotta con Anna; ero contenta ed eccitata ma cominciavo anche a sentire la stanchezza, la fatica si faceva sentire.

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Offline krispin

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Re: Sei ballerine a confronto (Italiano)
« Reply #3 on: March 28, 2022, 11:20:51 AM »
Storie molto belle. Poiché adoro le ragazze esili sottomesse da avversarie più grosse e più forti mi piacerebbe leggere una storia dal punto di hista della debole Valentina.